I Segreti dell'Alfabeto Ebraico - Comparazione e formazione delle lettere
Marina Busetto
MARINA BUSETTO
nasce a Venezia nel 1966. Dopo un lungo periodo d’addestramento nelle varie discipline olistiche e spirituali che continua tutt’oggi, si riavvicina in questa vita agli insegnamenti Qabbalistici. il 3 giugno 2005, apre una Scuola di Qabbalàh a Treviso con un suo collega di percorso.
Marina ha poi l’onore di frequentare vari Maestri e Maestre di varie Tradizioni, Nazionalità e culture, che completano la sua formazione, e che le chiedono di collaborare attivamente nel loro proposito spirituale e materiale.
Essa ha studiato Filosofia presso l'Università Ca' Foscari Venezia dove ho sostenuto diversi esami inerenti la Religione, la Psicologia, la Pedagogia e la Filosofia, nel suo bagaglio culturale vi è lo studio universitario della civiltà Etrusca ed Egizia con particolare riferimento alla parte epigrafica.
Dal 1998 ad oggi tiene corsi e seminari di Qabbalàh in varie zone d’Italia.
Nel novembre 2012 pubblica con Psiche 2, nella collana la Saggezza della Cabalà: I Segreti dell’Alfabeto Ebraico, comparazione e formazione delle lettere. Nuova pubblicazione con Psiche 2, nella collana la Saggezza della Cabalà: Il Sacro Femminino nella Qabbalàh - La rivincita di Eva.
Post in evidenza
Cari tutti,
oggi inizia una nuova avventura, l'apertura della mia pagina Blog personale.
Chi mi conosce già, sa che mi può trovare in Facebbok e nei due gruppi che amministro:
Ma prima di incominciare questo nuovo viaggio, ci tengo a ringraziare enormemente Massimiliano, l'autore di una recensione al libro che ho pubblicato.
Caro Massimiliano, in tutti questi anni, non conoscendoti, non sono mai riuscita a ringraziarti per il commento da te ricevuto. Sappi che è stata la prima recensione che lessi, e quando lo feci, diede enormemente senso al cammino di ricerca e divulgazione che da sempre mi contraddistingue.
Ti ringrazio ancora e spero che il Divino illumini sempre i tuoi passi, al fine di farti fare le scelte migliori per la tua evoluzione spirituale e personale.
Con estremo rispetto.
venerdì 14 giugno 2019
Il Sacro Femminino nella Qabbalah - La rivincita di Eva
La seconda lama dei tarocchi corrisponde all’arcano della Papessa, a
sua volta è associato alla seconda lettera dell’alfabeto ebraico, Bè[Y]Th (b).
Questo arcano altamente simbolico è associato alla
saggezza, o Sophia, del femminile, e rappresenta
simbolicamente anche la prima Camera Iniziatica (incubatrice) in cui viene
lavorata l’energia della )
che poi, attraverso un processo alchemico di trasformazione, potrà accedere
alla seconda stanza, costituita dalla lama della Giustizia associata al numero 8
e alla lettera Che[Y]Th (x) del nome Eva.
Se si osserva attentamente
la figura dell’arcano, la Papessa ha qui un libro nella mano destra e due
chiavi in quella sinistra: rappresenta gli strumento per la comprensione del piano
spirituale e materiale.
Per ulteriori approfondimenti vedi: Il Sacro Femminino nella Qabbalah - La rivincita di Eva...
venerdì 24 maggio 2019
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| Il Sacro Femminino nella Qabbalah |
Qui potrete scoprire:
- una nuova interpretazione
- il legame dell'albero della vita col femminile
- il ruolo che l'umanità dovrebbe rivestire nella Creazione
- il ruolo sacrale del femminile
- la risposta alle 3 domande iniziatiche per eccellenza e cioè; Chi sono? Da dove vengo? Dove vado?
- la prefazione di Piero Ragone che come una gemma preziosa arricchisce questo testo.
Spero di avervi incuriosito abbastanza. 😊
Buona lettura. ❤
☀️🌞☀️
martedì 16 aprile 2019
15/04/2019 brucia Notre Dame
Parigi
la città dedicata ad Iside (Par-ISIS), la Dea Vergine
generatrice di Horus e associata poi alla Madonna madre di Cristo ha subito il
15/4/2019 un gravissimo incendio nella cattedrale di Notre Dame, il cuore sacro
della capitale francese.
Molti intravedono in tutto ciò un
simbolismo assai preoccupante e pericoloso, un segno che forze oscure starebbero
minacciando e alterando i nuovi equilibri pacifici ed evoluzionistici che
sebbene con fatica si andavano sempre più delineando.
Il panico e la paura, fomentati da
queste forze tenebrose, avrebbero lo scopo di alimentare il caos, il razzismo e
condurre ad una nuova guerra mondiale, in cui il vecchio motto “dividi ed impera” potrebbe esserne il
baluardo.
Tutto questo potrebbe accadere, se
si scegliesse di seguire la corrente avviata da queste energie, se si decidesse
di lasciarsi andare alla deriva delle emozioni suscitate ad arte, da queste
fazioni politico esoteriche.
Se si lasciasse che lo scoraggiamento prendesse il
sopravvento.
A questa visione pessimistica
allora, per equilibrio, mi sento di affiancare un'altra interpretazione che se
considerata nella giusta prospettiva potrebbe portare risvolti costruttivi
invece che distruttivi.
Ecco allora che, in questo
gravissimo avvenimento, si potrebbe leggere un segnale che il Femminino Sacro
non può più essere relegato nella staticità e nel simbolo, è ora che si
manifesti nel Reale (vedi il simbolismo del 4 mese di Aprile).
Ieri era il 15 (1+5=6) il 6
corrisponde alla lettera ebraica waw che rappresenta il tramite, il sacerdozio,
la connessione tra cielo è terra.
È ora che il femminile svolga la sua funzione
di Sophia di ispiratrice verso una nuova consapevolezza. Che agisca (3) come
fonte di arricchimento, di esempio e di insegnamento. Che tramite le sue
intuizioni e saperi, apra le porte a nuove dimensioni (4) dell’agire e del
pensare, crei nuove dinamiche imperniate sull’amore anziché al profitto e alla
sopraffazione, generi una nuova umanità in cui il rispetto, la gentilezza,
l’aiuto e l’amore siano le colonne portanti.
Il fuoco rappresenterebbe lo Spirito
Santo, la Ruach Aelohim o Spirito di Santità che mostra la via anche nel buio,
annulla tutte le differenze e i dissidi facendole confluire tutte nella
consapevolezza che l’amore è l’unica forza in grado di avvicinare e dissipare
qualsiasi dissidio.
Non fraintendetemi l'incendio è
stato un disastro di immani proporzioni ma piuttosto che scoraggiarmi e cadere
nella disperazione per quanto è andato perso, preferisco ragionare
qabbalisticamente e trovarci uno stimolo evolutivo che ci aiuti a manifestare
il meglio di noi anche nelle avversità della vita quotidiana.
Per chi volesse approfondire il ruolo
del femminile nell’apporto di Sophia nel genere umano vi consiglio la lettura
del mio prossimo libro: Il Sacro Femminino nella Qabbalah – La Rivincita di
Eva. Edito da Psiche2.
Con rispetto.
Marina
☀️🌞☀️
Con rispetto.
Marina
☀️🌞☀️
martedì 8 gennaio 2019
Relazione simbolica tra Venezia e Gesù
Come molti di
voi sapranno, Venezia è una città unica ed irripetibile, ricca di storia e
tradizioni.
Molti però
nell’analisi della città si fermano qui, trascurando che questa antica
Repubblica tra le altre cose è ricchissima di simbologia esoterica ottenuta
grazie al continuo scambio culturale con altri popoli e civiltà.
Per prima
cosa basti ricordare che in questa città vennero pubblicati i primi testi
alchemici, ermetici ed astrologici grazie anche alla commistione dell’influenza
ebraica ed araba presente in città.
In quanto
potenza e Repubblica Venezia ha sempre goduto di una certa autonomia e libertà
di pensiero, per cui fu una delle poche città Italiane che non subì le
interferenze politiche dal Papato.
Nonostante
l’indipendenza dal potere ecclesiastico, Venezia è ricca di simboli che
rimandano a Gesù, quasi si volesse celare e tramandare in questa città la
religione delle origini, scevra dalle infrastrutture costruite sopra in un
secondo tempo a scopo politico e temporale.
Vediamo ora,
alcuni simboli che associano questa città al Messia.
Come si vede
nell’immagine sopra riportata, Venezia ha la forma di un pesce, come il simbolo
tracciato dai primi cristiani per riconoscersi tra di loro.
Il termine ichthys
(nella grafia greca del tempo ΙΧΘΥΣ)
è la traslitterazione
in caratteri latini della parola greca antica: ἰχθύς.
Ichthýs («pesce»), è un acronimo usato dai primi cristiani
per indicare Gesù Cristo.
Gesù discende dalla stirpe
Davidica, la quale trae la sua origine dalla tribù di Giuda il cui simbolo è un
Leone. Ebbene anche Venezia è legata a questo animale, grazie al leone di San
Marco.
Questo evangelista è il patrono
di Venezia. Secondo una leggenda antichissima, un angelo in forma di leone
alato avrebbe rivolto al santo, naufrago nella laguna, le parole «Pax tibi
Marce, evangelista meus. Hic requiescet corpus tuum.» (Pace a te, Marco, mio
evangelista. Qui riposerà il tuo corpo), preannunciandogli che in quelle terre
avrebbe trovato un giorno riposo e venerazione il suo corpo.
Il Libro che il leone tiene sotto
la zampa con la scritta Pax tibi Marce, evangelista meus, sarebbe la voce del
leone scritta come in un fumetto nelle pagine del libro.
Tradizionalmente si fa risalire la nascita di Venezia al 25 Marzo, stesso
giorno e mese, della data in cui l’arcangelo Gabriele (la cui statua è posta in
una cuspide della Basilica di San Marco a protezione della città e come voce
del Doge visto che il suo viso guarda il Palazzo Ducale, sede del potere
politico Veneziano) diede a Maria l’annuncio della prossima nascita del Messia.
Da notare che fin dal XII sec. fino al XVIII sec., Venezia ha assunto
spesso il ruolo di Advocata Terrae Sanctae, protettrice di tutti coloro
che intraprendevano la grande Peregrinatio. Come dimostrato dalle parole
del Sultano Melek-el-Adel Seifed-Din al Doge Pietro Ziani: “omnes qui vadunt
in peregrinationem ad Sanctum Sepulchrum cum Veneticis sint salvi et securi in
personis et rebus”.
Oltre al Leone esiste un altro animale importante a Venezia: il Drago.
Ci sono vari elementi che inducono a ritenere che il drago sia un
simbolo di origine ebraica, o quanto meno che fosse un simbolo importante nella
tradizione sacerdotale, con un significato in qualche modo legato alla
religione. Il drago è onnipresente nella letteratura ebraica, essenica e in
quella protocristiana.
Nell’Apocalisse, per esempio, ben due capitoli, il 12 e 13, sono
dedicati al drago, che riveste un ruolo chiave anche nel seguito delle vicende.
E’ il simbolo dell’arcangelo Raffaele, nonché della tribù di Dan.
Il drago compare anche sul basamento della menorah che viene portata
in trionfo sull’arco di Tito. Doveva trattarsi quindi di un simbolo fra i più
importanti in Israele ed era adottato da famiglie sacerdotali.
Ebbene, si dice che Venezia abbia il suo drago rappresentato dal Canal
Grande e la cui Testa si trova nell’isola di San Giorgio dove è posta l’omonima
chiesa (di fronte piazza San Marco dove invece sorge la Basilica), santo che
appunto riuscì a vincere l’energia del drago.
Sempre in piazza San Marco vi sono 2 colonne la prima ha il leone di
Venezia (in realtà è una statua antichissima di una Chimera modificata) e l’altra con San
Teodoro (Todaro in Veneziano) anche lui uccisore del drago.
Da notare che Venezia era anche città templare e molte reliquie furono
spartite tra Venezia e la città di Bari.
Per finire proprio a causa della grande presenza
templare in città e i numerosi scambi con Gerusalemme molti pensano che il
Santo Graal sia passato e forse rimasto in questa città storica ed antica.
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