Come molti di
voi sapranno, Venezia è una città unica ed irripetibile, ricca di storia e
tradizioni.
Molti però
nell’analisi della città si fermano qui, trascurando che questa antica
Repubblica tra le altre cose è ricchissima di simbologia esoterica ottenuta
grazie al continuo scambio culturale con altri popoli e civiltà.
Per prima
cosa basti ricordare che in questa città vennero pubblicati i primi testi
alchemici, ermetici ed astrologici grazie anche alla commistione dell’influenza
ebraica ed araba presente in città.
In quanto
potenza e Repubblica Venezia ha sempre goduto di una certa autonomia e libertà
di pensiero, per cui fu una delle poche città Italiane che non subì le
interferenze politiche dal Papato.
Nonostante
l’indipendenza dal potere ecclesiastico, Venezia è ricca di simboli che
rimandano a Gesù, quasi si volesse celare e tramandare in questa città la
religione delle origini, scevra dalle infrastrutture costruite sopra in un
secondo tempo a scopo politico e temporale.
Vediamo ora,
alcuni simboli che associano questa città al Messia.
Come si vede
nell’immagine sopra riportata, Venezia ha la forma di un pesce, come il simbolo
tracciato dai primi cristiani per riconoscersi tra di loro.
Il termine ichthys
(nella grafia greca del tempo ΙΧΘΥΣ)
è la traslitterazione
in caratteri latini della parola greca antica: ἰχθύς.
Ichthýs («pesce»), è un acronimo usato dai primi cristiani
per indicare Gesù Cristo.
Gesù discende dalla stirpe
Davidica, la quale trae la sua origine dalla tribù di Giuda il cui simbolo è un
Leone. Ebbene anche Venezia è legata a questo animale, grazie al leone di San
Marco.
Questo evangelista è il patrono
di Venezia. Secondo una leggenda antichissima, un angelo in forma di leone
alato avrebbe rivolto al santo, naufrago nella laguna, le parole «Pax tibi
Marce, evangelista meus. Hic requiescet corpus tuum.» (Pace a te, Marco, mio
evangelista. Qui riposerà il tuo corpo), preannunciandogli che in quelle terre
avrebbe trovato un giorno riposo e venerazione il suo corpo.
Il Libro che il leone tiene sotto
la zampa con la scritta Pax tibi Marce, evangelista meus, sarebbe la voce del
leone scritta come in un fumetto nelle pagine del libro.
Tradizionalmente si fa risalire la nascita di Venezia al 25 Marzo, stesso
giorno e mese, della data in cui l’arcangelo Gabriele (la cui statua è posta in
una cuspide della Basilica di San Marco a protezione della città e come voce
del Doge visto che il suo viso guarda il Palazzo Ducale, sede del potere
politico Veneziano) diede a Maria l’annuncio della prossima nascita del Messia.
Da notare che fin dal XII sec. fino al XVIII sec., Venezia ha assunto
spesso il ruolo di Advocata Terrae Sanctae, protettrice di tutti coloro
che intraprendevano la grande Peregrinatio. Come dimostrato dalle parole
del Sultano Melek-el-Adel Seifed-Din al Doge Pietro Ziani: “omnes qui vadunt
in peregrinationem ad Sanctum Sepulchrum cum Veneticis sint salvi et securi in
personis et rebus”.
Oltre al Leone esiste un altro animale importante a Venezia: il Drago.
Ci sono vari elementi che inducono a ritenere che il drago sia un
simbolo di origine ebraica, o quanto meno che fosse un simbolo importante nella
tradizione sacerdotale, con un significato in qualche modo legato alla
religione. Il drago è onnipresente nella letteratura ebraica, essenica e in
quella protocristiana.
Nell’Apocalisse, per esempio, ben due capitoli, il 12 e 13, sono
dedicati al drago, che riveste un ruolo chiave anche nel seguito delle vicende.
E’ il simbolo dell’arcangelo Raffaele, nonché della tribù di Dan.
Il drago compare anche sul basamento della menorah che viene portata
in trionfo sull’arco di Tito. Doveva trattarsi quindi di un simbolo fra i più
importanti in Israele ed era adottato da famiglie sacerdotali.
Ebbene, si dice che Venezia abbia il suo drago rappresentato dal Canal
Grande e la cui Testa si trova nell’isola di San Giorgio dove è posta l’omonima
chiesa (di fronte piazza San Marco dove invece sorge la Basilica), santo che
appunto riuscì a vincere l’energia del drago.
Sempre in piazza San Marco vi sono 2 colonne la prima ha il leone di
Venezia (in realtà è una statua antichissima di una Chimera modificata) e l’altra con San
Teodoro (Todaro in Veneziano) anche lui uccisore del drago.
Da notare che Venezia era anche città templare e molte reliquie furono
spartite tra Venezia e la città di Bari.
Per finire proprio a causa della grande presenza
templare in città e i numerosi scambi con Gerusalemme molti pensano che il
Santo Graal sia passato e forse rimasto in questa città storica ed antica.





Nessun commento:
Posta un commento